Quadro RW e conti deposito: come compilarlo correttamente e rispettare gli obblighi fiscali

Il Quadro RW è una sezione del modello Redditi pensata per chi detiene attività finanziarie all’estero, come conti deposito o investimenti, e risiede fiscalmente in Italia. Non serve a tassare automaticamente i capitali esteri, ma è uno strumento che permette all’Amministrazione finanziaria di avere una visione chiara dei patrimoni e degli investimenti detenuti fuori dai confini nazionali.
Conoscere quando e come compilare il Quadro RW rende più semplice gestire conti e investimenti all’estero in modo trasparente e conforme alla normativa.
Sommario contenuti:
Cos’è il Quadro RW
Il Quadro RW è una sezione del modello Redditi pensata per il monitoraggio delle attività finanziarie detenute all’estero da persone fisiche residenti in Italia. Il suo scopo non è tassare automaticamente i capitali esteri, ma permettere all’Amministrazione finanziaria di avere una visione chiara degli investimenti e dei patrimoni fuori dai confini nazionali.
Il Quadro RW serve a:
- monitorare le attività finanziarie estere: consente di indicare la presenza di conti, depositi o altri strumenti finanziari detenuti all’estero, anche quando non c’è un’imposta da pagare;
- identificare chi deve dichiarare: l’obbligo riguarda i soggetti residenti in Italia che possiedono, a titolo di proprietà o altro diritto reale, attività finanziarie o investimenti esteri suscettibili di produrre reddito imponibile nel Paese;
- distinguere monitoraggio e tassazione: il Quadro RW segnala l’esistenza dell’attività estera, mentre le eventuali imposte (come l’IVAFE) vengono calcolate a parte. È quindi possibile avere obbligo di dichiarazione senza dover pagare imposte.
In altre parole, il Quadro RW è uno strumento di controllo e trasparenza, che permette di rispettare gli obblighi fiscali senza coincidere necessariamente con il pagamento di tasse.
Quando indicare il conto deposito nel Quadro RW
La necessità di riportare un conto deposito nel Quadro RW dipende principalmente da dove è aperto il conto e dalla residenza dell’intermediario.
- Conto deposito italiano: se il conto è aperto presso una banca residente in Italia, in genere non è necessario indicarlo nel Quadro RW. In questo caso, infatti, l’intermediario applica direttamente le imposte dovute e trasmette i dati all’Agenzia delle Entrate, sollevando il contribuente dall’obbligo di monitoraggio.
- Conto deposito estero: se il conto è detenuto presso un intermediario estero, anche online, rientra tra le attività finanziarie estere e, di norma, deve essere dichiarato nel Quadro RW, salvo eccezioni specifiche previste dalla normativa.
- Distinzione tra intermediario residente e non residente: quando l’intermediario è residente e agisce come sostituto d’imposta, non c'è obbligo di indicazione. Se invece l’intermediario non è residente, il contribuente deve verificare con attenzione l’obbligo di dichiarazione.
- Quando non va dichiarato: il conto deposito non va indicato nel Quadro RW se è detenuto esclusivamente presso intermediari italiani che operano come sostituti d’imposta.
In sintesi, l’obbligo di dichiarazione si attiva principalmente quando il conto è estero o l’intermediario non agisce come sostituto d’imposta: conoscere queste regole è fondamentale per evitare errori e rispettare correttamente gli obblighi fiscali.
Conto corrente e conto deposito ai fini fiscali: le differenze
Quando si tratta di conti detenuti all’estero, è importante capire che sia il conto corrente sia il conto deposito rientrano tra le attività finanziarie da monitorare tramite il Quadro RW. Ci sono però alcune differenze operative e fiscali che è utile conoscere:
- inquadramento fiscale: sia il conto corrente estero sia il conto deposito estero sono considerati attività finanziarie estere. Questo significa che, se detenuti fuori dall’Italia, vanno indicati nel Quadro RW;
- implicazioni ai fini IVAFE: entrambi i conti possono essere soggetti all’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie detenute all’Estero). L’imposta si calcola sulla giacenza media annua, con una soglia generale di 5.000 euro: al di sotto di questa soglia, l’imposta non è dovuta, ma può comunque permanere l’obbligo di monitoraggio;
- codici da utilizzare nel modello: per compilare correttamente il Quadro RW è necessario inserire il codice identificativo previsto per ciascuna tipologia di conto.
| Tipo di conto | Inquadramento | Imposta IVAFE | Codice Quadro RW |
|---|---|---|---|
| Conto corrente estero | Attività finanziaria estera | Soggetto a IVAFE sopra soglia 5.000€ | 01 |
| Conto deposito estero | Attività finanziaria estera | Soggetto a IVAFE sopra soglia 5.000€ | 20 |
Compilare il Quadro RW per un conto deposito
Compilare il Quadro RW richiede precisione e attenzione, perché ogni dato serve a rispettare gli obblighi di monitoraggio fiscale per i conti detenuti fuori dall’Italia.
Dati essenziali
Per compilare correttamente il modello è necessario avere chiari tutti i dati identificativi del rapporto finanziario:
- informazioni dettagliate sull’intermediario estero;
- codice dello Stato in cui il conto è detenuto;
- saldo iniziale e saldo finale del periodo d’imposta;
- quota di possesso in caso di cointestazione del conto.
Verificare la documentazione fornita dalla banca estera è fondamentale per evitare errori nella dichiarazione e assicurare che tutti i valori siano corretti.
Valore iniziale e finale del conto
Nel modello vanno indicati sia il saldo del conto all’inizio del periodo d’imposta sia quello al termine dell’anno, o alla data di chiusura del rapporto se avvenuta prima del 31 dicembre.
Se il conto è stato aperto durante l’anno, il valore iniziale coinciderà con il saldo alla data di apertura. Tutti gli importi devono essere espressi in euro, se il conto è in valuta estera, è necessario effettuare la conversione secondo il tasso di cambio rilevante.
Calcolo della giacenza media annua
La giacenza media rappresenta il valore medio effettivo del conto durante l’anno e serve sia per il controllo delle soglie fiscali sia per determinare l’eventuale imposta IVAFE. Si calcola sommando tutti i saldi giornalieri del periodo e dividendo il totale per i giorni di detenzione del conto.
Indicazione del codice dello Stato estero
Ogni conto deposito estero deve essere collegato al codice del Paese in cui è detenuto. L’indicazione precisa è fondamentale per evitare contestazioni e per garantire che eventuali regole fiscali e sanzioni siano applicate correttamente.
Quando si applica l'IVAFE e soglie di esenzione
L’IVAFE è l’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero e si applica anche ai conti deposito esteri, seguendo le stesse regole previste per i conti correnti e gli strumenti assimilati. La base di calcolo dell’imposta è la giacenza media annua, cioè il valore medio del conto nel corso dell’anno.
In linea generale, l’IVAFE è dovuta solo se la giacenza media annua supera i 5.000 euro. Se il valore medio resta al di sotto di questa soglia, l’imposta non è prevista. Tuttavia, anche quando non si paga l’IVAFE, potrebbe comunque esserci l’obbligo di indicare il conto nel Quadro RW. Questo significa che il monitoraggio fiscale e il versamento dell’imposta sono due obblighi distinti, che non sempre coincidono.
Penali per compilazione errata o mancante
Non compilare correttamente il Quadro RW può comportare sanzioni significative, calcolate in percentuale sul valore delle attività non dichiarate.
Le modalità e l’entità delle penalità possono variare in base alla residenza del Paese estero in cui il conto è detenuto: i Paesi appartenenti all’UE o allo Spazio economico europeo hanno percentuali diverse rispetto ai Paesi extra UE.
Casi particolari da considerare
In alcune situazioni, la compilazione del Quadro RW richiede maggiore attenzione:
- per i conti cointestati, ogni intestatario residente deve riportare la propria quota di possesso secondo le istruzioni del Quadro RW e la documentazione bancaria;
- nel caso di delega di firma, è importante valutare l’obbligo di monitoraggio considerando il potere di disposizione del delegato e i documenti disponibili;
- se un conto viene aperto e chiuso nello stesso anno, vanno indicati il valore iniziale alla data di apertura e quello finale alla chiusura, calcolando la giacenza media solo sui giorni effettivi di detenzione;
- anche un conto con saldo zero ma formalmente esistente può richiedere l’indicazione nel Quadro RW, indipendentemente dall’imposta dovuta.
In tutti questi casi, è fondamentale verificare con attenzione le regole di monitoraggio per evitare errori o omissioni.
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25 feb 2026 | 6 min di lettura | Pubblicato da Marta Radavelli
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