Conti deposito esteri: come funzionano, quanto rendono e cosa valutare
11 feb 2026 | 6 min di lettura | Pubblicato da Marta Radavelli

I conti deposito esteri sono strumenti bancari che consentono di far fruttare i risparmi depositati presso istituti situati al di fuori del proprio Paese, spesso con tassi di interesse competitivi.
Conoscere il loro funzionamento, i rendimenti, le modalità di apertura e le garanzie di protezione dei depositi è importante perché permette di valutare le opportunità disponibili in modo consapevole, confrontare le offerte tra diverse banche e scegliere la soluzione più adatta al proprio profilo di rischio e ai propri obiettivi di investimento.
Sommario
Come funzionano i conti deposito esteri e i marketplace
I conti deposito esteri sono conti aperti in un altro Paese dell’Unione Europea o in Stati extra-UE, pensati per far fruttare i risparmi grazie a tassi di interesse spesso più elevati rispetto a quelli offerti dalle banche italiane.
Si tratta di strumenti a operatività limitata: non consentono bonifici o pagamenti, ma permettono versamenti, eventuali vincoli e prelievi alla scadenza o in qualsiasi momento se non vincolati.
Per semplificare l’accesso a questi conti, sono nate piattaforme di intermediazione come Raisin, che consentono di aprire e gestire conti in tutta Europa con un’unica registrazione. La procedura tipica prevede:
- la registrazione gratuita,
- l’apertura di un conto intermedio presso Raisin Bank per trasferimenti verso le banche partner;
- l’identificazione KYC a distanza tramite bonifico di prova o autorizzazione RID;
- l’attivazione e gestione dei depositi scelti, tutto online.
In alternativa, è possibile aprire un conto direttamente presso la banca estera, sia online con firma digitale e identificazione a distanza, sia in filiale. In questo caso è necessario disporre di un conto corrente di appoggio e, in alcuni casi, effettuare un deposito iniziale (solitamente tra 5.000 e 10.000 euro). L’apertura diretta comporta procedure ripetute per ogni banca e può risultare più complessa, soprattutto per conti esteri.
Confronto tra rendimenti: perché i conti esteri offrono tassi più alti
Uno degli aspetti che spinge molti risparmiatori a guardare oltre i confini italiani è il tema dei rendimenti più elevati. I conti deposito esteri, infatti, riescono spesso a proporre tassi di interesse superiori rispetto a quelli offerti dagli istituti italiani. Questo vantaggio è legato a un maggiore fabbisogno di liquidità del sistema bancario locale o a economie meno mature, dove le banche utilizzano tassi più alti per attrarre risparmiatori.
A questi fattori si aggiunge il ruolo della concorrenza bancaria: in mercati più piccoli o meno saturi rispetto a quello italiano, gli istituti competono in modo più aggressivo per conquistare nuovi clienti, anche dall’estero, proponendo rendimenti superiori.
La situazione cambia significativamente quando si considerano conti in valute diverse dall’euro o fuori dall’area euro. In questi casi:
- il deposito comporta un’esposizione al rischio di cambio, trasformandosi in un investimento soggetto a fluttuazioni valutarie;
- rendimenti molto elevati sono spesso associati a alta inflazione e a una valuta debole. Un esempio emblematico è la lira turca, dove non è raro trovare tassi in doppia cifra, ma la moneta ha perso oltre il 30% di valore rispetto all’euro negli ultimi 12 mesi.
In pratica, scegliere un conto deposito estero permette di sfruttare dinamiche economiche e di mercato che possono offrire interessi più elevati rispetto alla media italiana, a condizione di selezionare banche affidabili e di verificare sempre la presenza della garanzia sui depositi, che garantisce un livello di sicurezza comparabile a quello dei conti nazionali.
Sicurezza dei conti esteri e Fondo di Garanzia
In tutta l'Unione Europea, i conti deposito sono protetti dal sistema di garanzia dei depositi fino a 100.000 euro per depositante e per banca. Sotto questa soglia, i risparmi sono tutelati anche in Paesi con sistemi bancari meno affidabili rispetto all’Italia.
L’apertura di un conto al di fuori dell’UE introduce però alcune variabili, come complicazioni operative, accesso più difficile e trasferimenti internazionali. Se il conto è in euro e resta all’interno dell’Unione Europea, il livello di sicurezza rimane paragonabile a quello offerto dalle banche italiane, entro i 100.000 euro garantiti.
Tassazione dei conti esteri: come influisce sul rendimento
La fiscalità rappresenta un elemento importante nel calcolo del rendimento netto dei conti esteri, e può risultare più complessa rispetto a un deposito presso una banca italiana.
- Interessi: in Italia, gli interessi sui conti deposito sono tassati al 26%, con conseguente differenza tra tasso lordo e tasso netto.
- Imposta di bollo: pari allo 0,20% annuo della giacenza per il periodo in cui il conto è attivo; spesso la banca si fa carico del bollo, a vantaggio del rendimento effettivo.
- IVAFE: alcuni prodotti esteri riportano l’IVAFE, imposta patrimoniale sulle attività finanziarie detenute all’estero, che incide sul calcolo del guadagno netto.
- Operatività: con conti esteri possono aumentare adempimenti amministrativi e passaggi dichiarativi, rendendo la gestione fiscale più complessa.
La combinazione di tassazione degli interessi, imposte accessorie e modalità di gestione può ridurre o annullare il piccolo extra-rendimento che a volte si osserva nei conti esteri in euro.
Vantaggi e svantaggi dei conti esteri rispetto ai conti italiani
I conti esteri presentano alcune opportunità, ma anche limiti importanti: vediamo di seguito i vantaggi e gli svantaggi di aprire un conto fuori dall'Italia.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Tassi leggermente più alti in alcuni Paesi dell’area euro, pur con differenze contenute | Complicazioni fiscali e amministrative superiori rispetto a un conto italiano |
| Ampia scelta e attivazione digitale tramite un unico account grazie a piattaforme come Raisin Bank AG | Se si esce dall’euro: rischio di cambio elevato e valute deboli con alta inflazione |
| Promozioni, vantaggi esclusivi o condizioni dedicate evidenziate nelle schede prodotto | Accesso più difficile e trasferimenti internazionali potenzialmente costosi fuori dall’UE |
| Gestione online semplice e sicura | Differenze di regime tra imposta di bollo e IVAFE, che incidono sul rendimento netto |
In generale, per conti in euro le differenze di tasso rispetto a quelli italiani restano modeste e, considerando gli oneri fiscali e logistici, spesso non giustificano i vantaggi. In valuta estera, invece, l’investimento assume caratteristiche più rischiose a causa del rischio di cambio.
Come aprire un conto estero e documenti necessari
L’apertura di un conto deposito estero tramite piattaforma online è semplice e può essere completata in pochi passaggi:
- registrazione sulla piattaforma inserendo dati personali e residenza;
- invio di un documento di identità valido, come carta d’identità o passaporto;
- bonifico di riconoscimento dal conto italiano per completare l’attivazione del conto;
- selezione del tipo di deposito e della durata del vincolo desiderata;
- gestione completa del conto online, con la possibilità di monitorare in tempo reale interessi e movimentazioni.
A chi conviene aprire un conto estero
I conti deposito esteri possono essere una scelta adatta a chi desidera ottenere rendimenti superiori rispetto alla media italiana e non è scoraggiato da qualche passaggio burocratico aggiuntivo.
- All’interno dell’area euro, i rendimenti sono generalmente simili a quelli delle banche italiane. Eventuali differenze sono modeste e difficilmente giustificano la maggiore complessità fiscale e operativa. Per chi ha un profilo prudente o obiettivi a breve o medio termine, i conti deposito italiani rimangono la soluzione più lineare, con basso rischio e copertura fino a 100.000 euro per banca e depositante.
- Per chi cerca rendimento extra: i conti esteri in valute diverse dall’euro possono offrire tassi più elevati, ma comportano l’esposizione al rischio di cambio e, spesso, a valute più deboli con alta inflazione. Chi decide di aprirli deve essere disposto ad affrontare procedure fiscali e operative più complesse rispetto ai conti nazionali, bilanciando l’opportunità di rendimenti più alti con il livello di rischio aggiuntivo.
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