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Fondo di emergenza e conto deposito: come proteggere i risparmi

11 feb 2026 | 5 min di lettura | Pubblicato da Marta Radavelli

Uomo che gestisce risparmi

Il fondo di emergenza è uno strumento fondamentale per tutelare i propri risparmi dagli imprevisti quotidiani. Permette di coprire spese urgenti senza intaccare investimenti o ricorrere a finanziamenti esterni. 

Collocarlo in un conto deposito consente di preservare il capitale e, allo stesso tempo, di ottenere un rendimento che aiuta a contrastare l’inflazione. Vediamo come costituire il fondo, determinare l’ammontare ideale e scegliere lo strumento più adatto per combinare sicurezza e flessibilità.

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Sommario

Cos’è un fondo di emergenza e perché è fondamentale

Il fondo di emergenza è una somma di denaro accantonata nel tempo, facilmente accessibile, pensata per coprire spese impreviste e urgenti. Funziona come un “salvagente” finanziario, utile per esempio in caso di:

  • perdita del lavoro;
  • emergenze mediche;
  • guasti dell’auto;
  • rottura improvvisa di un elettrodomestico essenziale.

Non si tratta di un investimento a lungo termine né di un salvadanaio per obiettivi di piacere: lo scopo è preservare la stabilità economica in situazioni impreviste. Avere un fondo di emergenza riduce infatti il rischio di ricorrere a debiti e permette di affrontare decisioni finanziarie con maggiore serenità, senza pressioni legate alla mancanza di liquidità.

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Quanto mettere da parte: la regola dei 3-6 mesi

Non esiste un importo universale. In generale, il fondo di emergenza dovrebbe coprire 3-6 mesi di spese essenziali. Per definire l’obiettivo, considera le spese fisse e necessarie (affitto o mutuo, bollette, alimentazione) e tieni traccia delle uscite per almeno tre mesi, distinguendo tra indispensabile e superfluo.

Adatta poi l’importo alla tua situazione: un lavoro stabile può richiedere solo 3 mesi di copertura, mentre professionisti a contratto o in settori incerti dovrebbero puntare a un cuscinetto più ampio. Considera anche persone a carico, costi della vita e possibili spese impreviste legate a immobili di proprietà.

Ecco come strutturare il calcolo e la strategia di risparmio:

  • definizione del traguardo: ipotizzando spese mensili pari a 1.500€ per una copertura di 6 mesi, l'obiettivo complessivo del fondo è di 9.000€;
  • suddivisione in tappe: dividere la cifra totale in obiettivi minori rende il percorso più sostenibile. Un primo traguardo potrebbe essere l'accantonamento dei primi 1.000€ entro i primi tre mesi.

Perché non usare solo il conto corrente

Il conto corrente consente prelievi immediati, ma se non offre interessi il denaro accantonato non cresce nel tempo. Inoltre, mantenere il fondo sullo stesso conto che si utilizza quotidianamente aumenta la probabilità di attingere per spese non urgenti, riducendo l’efficacia della riserva.

Separare il fondo dal conto operativo permette di proteggere meglio il capitale, riduce il rischio di distrazioni e facilita il rispetto della funzione del fondo di emergenza

Sicurezza e rendimento offerti dal conto deposito

Il conto deposito è un prodotto bancario separato dal conto corrente, pensato per il risparmio e l'investimento. Offre un tasso di interesse fisso, garantendo un rendimento definito indipendentemente dalle oscillazioni dei mercati. Può essere:

  • vincolato: il capitale non può essere movimentato per un periodo prestabilito (3, 6, 12, 24, 36 mesi, ad esempio); prelievi anticipati possono comportare penali o riduzioni del tasso;
  • libero: depositi e prelievi possono essere effettuati in qualsiasi momento, mantenendo liquidità e accessibilità.

Dal punto di vista della sicurezza, i conti deposito sono considerati a basso rischio. La maggior parte delle banche italiane aderisce al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), che tutela fino a 100.000 euro per depositante in caso di liquidazione dell’istituto.

Questi prodotti spesso non prevedono costi di apertura, gestione o chiusura. Gli interessi maturati sono soggetti a ritenuta del 26%, mentre si applica l’imposta di bollo dello 0,2% annuo, proporzionale alla giacenza.

Vincolato o libero? Come scegliere in base agli imprevisti

Per il fondo di emergenza, la priorità è sempre avere accesso al denaro quando serve. La scelta tra conto deposito libero o vincolato dipende principalmente dal livello di liquidità necessario e dalla capacità di lasciare il capitale fermo per un periodo definito.

  • Conto libero: è indicato quando si desidera massima disponibilità immediata. Questa soluzione è adatta a chi vuole essere certo di poter utilizzare il fondo in qualsiasi momento, senza rischiare di dover affrontare limitazioni o perdite di rendimento. È la scelta ideale se il fondo serve a coprire spese impreviste frequenti o se il contesto lavorativo e familiare è incerto.
  • Conto vincolato: conviene quando ci si può permettere di non toccare il capitale per un periodo stabilito in cambio di un rendimento leggermente più elevato. Questa opzione è adatta a chi ha già una certa stabilità finanziaria e prevede emergenze meno frequenti, oppure vuole pianificare l’accumulo del fondo in modo più disciplinato, beneficiando di interessi superiori rispetto al conto libero.

In sintesi, la scelta dipende dal bilanciamento tra necessità di accesso immediato al denaro e obiettivo di rendimento.

Integrare il fondo nel portafoglio complessivo

Il portafoglio finanziario comprende tutti i prodotti di risparmio e investimento posseduti: azioni, obbligazioni, titoli di Stato, ETF, immobili, criptovalute, materie prime e conti deposito.

Il fondo di emergenza custodito in un conto deposito costituisce la base solida a basso rischio. Garantito dal FITD e con rendimento fisso, offre stabilità e permette di gestire il resto del patrimonio con maggiore serenità, adattando le scelte alla propria propensione al rischio e all’orizzonte temporale, sapendo di avere sempre una riserva pronta per gli imprevisti.

Consigli pratici per iniziare subito

Per costruire un fondo di emergenza efficace, è importante partire con azioni concrete e costanti. Ecco alcuni passaggi pratici da seguire:

  • monitora le spese: annota uscite essenziali e superflue per almeno uno o tre mesi;
  • fissa un obiettivo realistico: calcola le spese essenziali e moltiplica per 3 o 6 mesi, suddividi in micro-traguardi;
  • riduci le spese superflue: taglia abbonamenti poco utilizzati o acquisti impulsivi;
  • usa il fondo solo per vere emergenze: perdita del lavoro, spese mediche urgenti, riparazioni indispensabili;
  • evita prelievi per spese non urgenti: vacanze, regali o investimenti rischiosi compromettono l’obiettivo;
  • non rimandare: anche piccoli importi versati regolarmente contribuiscono a costruire un fondo solido e costante.

Seguendo questi consigli, sarà più semplice creare una riserva finanziaria concreta, funzionale agli imprevisti e integrata nella gestione complessiva del patrimonio.

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